19 ago 2015

Ninna nanna mamma tienimi con te, nel tuo letto grande, solo per un po'...

Nel letto matrimoniale si dorme in due.
Nel letto singolo si dorme da soli. 
Babbo e Mamma dormono nel letto grande, Jacopo nel letto piccolo. 

Quante volte l'avete detto ai vostri figli? 
Io parecchie e, la maggior parte delle volte, con discreti risultati.
Si DISCRETI. 
Discreti perchè verso le 4 di notte o le 6 di mattina: "Mamma mamma" e lì cedo.
Mi alzo con almeno un occhio chiuso, penso che una botta in testa sia più sopportabile e mi trascino verso il letto del pupo, lo prendo in braccio e infine arrivo nel MIO letto che neanche una 100 km. 
Lo ammetto, per questo (e altre due cose) sembro una mamma tedesca. Potrei elencarvi almeno dieci buoni motivi per cui non voglio mio figlio nel nostro letto.
Ieri però è stato diverso. 
Ero sola con lui. 
Matteo lavora a Rimini e un giorno alla settimana rimane fuori a dormire. Ieri era quel giorno. 
E che fa di bello la sottoscritta? 
Dopo aver fatto tutto quello che una donna-madre-lavoratrice-distrutta-dalla-giornata fa dalle 20 alle 22 ovvero rendere la casa decente almeno in apparenza, portare fuori il cane, giocare col pupo, leggere il libro della buonanotte, farmi anche un po' di cazzi miei su FB. 

STOP. 

Ecco, questo è stato il problema. Ho guardato le notizie su FB e non so chi ha postato un articolo del Resto del Carlino sulla tragedia della macchina schiantatasi al casello che ha ammazzato due persone (padre e figlio di 10 anni). Per farla breve era un'intervista alla madre del giovane al volante.  

Ho cominciato a farmi quelle duecento domande esistenziali.
Addio sonno.
Così dopo averlo addormentato come al (quasi) solito nel suo letto, ho preso Jacopo e l'ho portato nel mio letto.
Ninna nanna mamma, tienimi con te, nel tuo letto grande solo per un po'. Me la stavo cantando io la ninna nanna. 
Volevo stringerlo e farli capire che la mamma è sempre con lui nonostante tutto e nonostante la vita certe volte vada di merda. 
Perché è questo in realtà l'epilogo di tutto quel casino. 

Ho provato a pensare a quella madre che si risveglia e che non rivedrà mai più suo figlio.
Ma è impensabile.
È un film che non posso e non riesco a vedere.
Così ho provato a pensare alla madre del ragazzo che ha ucciso a causa di un colpo di sonno una famiglia intera. Una madre che deve star vicino a sua figlio e che sicuramente non andrà bene comunque. 
Anche questo è un film a cui non riesco a pensare.

Ho accarezzato il mi pupetto, l'ho baciato sulle morbide guanciotte e l'ho osservato mentre dormiva beato in un sonno profondo e pacifico. Ci sarò sempre, anche quando non ci sarò. Ci sarò perché ti amo più della mia vita.


In verità credo che nella vita ci voglia una buona dose di culo, non basta essere dei bravi ragazzi. 
I colpevolisti e gli innocentisti si scannino pure sulla faccenda. 
Io mi astengo, e voi?



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